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Rappresentazione visiva dell'articolo: Cinque miti da sfatare sulla partita IVA

Autore: Banca Widiba

Data di pubblicazione: 20 agosto 2026

Cinque miti da sfatare sulla partita IVA

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Le reti di consulenza hanno da tempo intrapreso un percorso di collaborazione con professionisti attraverso la partita IVA, ritenuta una modalità particolarmente in linea con il tipo di attività svolte. Questo, tuttavia, è proprio uno degli elementi che più ostacola i giovani che intendono svolgere questo tipo di professione o anche i bancari, timorosi a compiere “il salto”. Ma perché?


Il motivo principale risiede nel fatto che attorno alla partita IVA aleggia un alone di mistero e anche paura alimentata spesso da false convinzioni. Qui vengono sfatati solo alcuni dei grandi miti che sono stati costruiti negli anni attorno all’attività autonoma, spingendo spesso i lavoratori a demonizzarla.

La partita IVA conviene solo se si guadagna tantissimo

Una credenza diffusa nasce dal fatto che la partita IVA viene associata a imprenditori di successo, lavoratori che percepiscono un reddito particolarmente elevato. In questo modo ci si convince la libera professione conviene solo di fronte a ingenti guadagni. In realtà, accade spesso il contrario: imprenditori di successo hanno ritorni significativi anche grazie alla partita IVA. Questo perché con la libera professione non si è necessariamente vincolati a una remunerazione fissa: i guadagni sono potenzialmente illimitati e dipendono dalle proprie capacità.


Allo stesso tempo, anche per le fasce più basse di reddito ci possono essere dei vantaggi, a seconda dei requisiti previsti dalla normativa. Si pensi, per esempio, al regime forfettario, che prevede, entro determinate soglie e condizioni, di applicare un’imposta sostitutiva pari al 5 o al 15% a seconda dei casi. Questo sfata un altro mito: quello che chi ha una partita IVA debba necessariamente pagare molte più tasse. Il regime forfettario dimostra come questa conclusione possa essere fuorviante e che non si possa trarre in maniera così automatica.

Chi ha la partita IVA non ha tempo libero

Anche il ragionamento sull’assenza di tempo libero è equivoco. In realtà tutti i lavoratori hanno diritto al riposo e a dedicarsi ad altre attività rispetto alla propria professione. La differenza sta nel fatto che la partita IVA non vincola a orari precisi: questo significa sì che possa richiedere maggiore disponibilità e reperibilità al di fuori degli orari “standard”, ma anche che si possa prendere un impegno proprio durante gli orari “standard” senza per forza prendere un permesso. Infatti, non dovendo timbrare alcun cartellino, il libero professionista può organizzare le proprie giornate con flessibilità, a seconda delle sue abitudini. Questo gli permette di avere più autonomia e più controllo sul proprio tempo, consentendogli di gestirlo come meglio crede.

Gestire la partita IVA è troppo complesso e costoso

Questa affermazione è oggi meno valida che mai. Infatti, con le tecnologie moderne, sono moltissimi i canali da cui reperire informazioni e istruzioni. Non solo: oltre ai commercialisti tradizionali, esistono piattaforme online che forniscono consulenza in materia a prezzi accessibili, pensate proprio per agevolare chi ha intenzione di intraprendere una carriera come libero professionista.

Con la partita IVA si lavora da soli

Il mito dell’”abbandono” relativo alla partita IVA viene facilmente sfatato guardando alle reti di consulenza. I consulenti finanziari che lavorano attraverso un mandato per conto di una rete, infatti, sono circondati da professionisti ed esperti e spesso operano in team.


Il lavoro in team è infatti sempre più valorizzato in tale contesto, proprio perché è dimostrato che l’unione di più competenze, che oggi devono essere trasversali per offrire un servizio completo, fa la forza. Si pensi alla combinazione di conoscenze finanziarie, patrimoniali, legali, fiscali, ma anche, per esempio, alle tecnologie a supporto e a chi è in grado di presidiarle attraverso competenze informatiche. Chi opera per una rete ha un intero ecosistema a cui fare riferimento, oltre che la possibilità di ricevere sempre la formazione e l’aggiornamento adeguati. Non è abbandonato a sé stesso.

Aprire la partita IVA significa essere vincolati a vita

Infine, vi è spesso la convinzione che chi apre una partita IVA e intende successivamente chiuderla possa incontrare enormi difficoltà. In verità, chiudere la partita IVA è semplice e non è neanche particolarmente oneroso. Non solo: esiste la possibilità di aprirla, chiuderla e riaprirla di nuovo in un momento successivo.


Spesso chi non apre la partita IVA lo fa perché ha paura di non poter tornare indietro: al contrario, è una scelta reversibile, non un vincolo per la vita.

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